"Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso''. Nelson Mandela

Invidia delle ruspe tunisine

Posted: gennaio 24th, 2011 | Author: | Filed under: ARTICOLI | Tags: , , , , , , | No Comments »

di Alessandro Robecchi

Confesso di aver provato invidia. Non per la generosità di tante giovani ragazze dispostissime a donare un organo, e poi dicono che i giovani sono egoisti! E nemmeno invidia per le seratine di Arcore, o per le buste di soldi, né per amici tanto fedeli (Lele, Emilio), né per la consigliera regionale in topless. No. Ho provato invidia per i tunisini che si portavano via con la ruspa la Ferrari di Ben Alì al grido: “Questi sono soldi nostri”. Succederà mai da queste parti? Ne avremo mai l’ardire, proveremo mai il brivido di considerare seriamente che troppe cose nostre ci sono state rapinate, avremo mai il coraggio di riprendercele? Non so se la dignità di un paese si possa spostare con la ruspa, ma insomma, sarebbe il caso di verificare. E la ricchezza esagerata allora? Costruita con aziende scippate con destrezza, con giudici corrotti alla bisogna, con leggi fatte apposta per favorirne l’espansione smisurata, non sarebbe roba nostra, o almeno un po’ meglio distribuita? E l’informazione, allora? Non sarebbe una cosa nostra quella parte di servizio pubblico che oggi scodinzola minzolinianamente? E la decenza, la decenza decapitata che vede ancora un anziano selezionatore di pupe alla guida di un telegiornale nazionale, non sarebbe anche quella una cosa da riprenderci con la ruspa?

E i cattolici non dovrebbero riprendersi con la ruspa quei “valori” che il vecchio satrapo declama a gran voce quando gli fa comodo? E i militari non dovrebbero riprendersi la dignità calpestata da un premier che non va a salutare i caduti perché provato dalle notti bunga-bunga? No, ci dicono corsivisti, commentatori e sondaggi. Perché non c’è alternativa, dicono. Cioè non c’è nessuno capace di guidare una ruspa. E chiedere aiuto ai tunisini? Agli albanesi? Agli italiani che non spingono le figlie a vestirsi da infermiera, con il camice e sotto niente, solo le autoreggenti bianche per l’esprit del finesse del sultano? Mettiamo un’inserzione, facciamo un annuncio. Magari qualcuno si fa avanti, coraggio!

pubblicato in Il Manifesto il 23/01/2011



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