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SoundMakers Festival: l’altra politica culturale nel Salento

Posted: giugno 17th, 2013 | Author: | Filed under: ARTICOLI, CULTURA | Tags: , , , , , , , | No Comments »

04-SMFest-2013-headerDopo le edizioni del 2011 e del 2012, nelle difficoltà organizzative e non solo che ogni evento culturale comporta, torna anche per quest’anno SoundMakers, il festival progettato su un’idea di cultura accessibile. Ed è una gran bella fortuna, in particolare, in un territorio come il Salento in cui processi e progettazione culturale (quando ci sono) sono raramente dotati di una matrice di pensiero libero, autonomo dai diktat istituzionali e aperti all’inclusività delle minoranze. In cui molte delle scelte che si ama definire culturali spesso rientrano in una dimensione economicistica della cultura: spesso legate alla logica calcolistica dello “sviluppo” con accezione meramente economica e mai stimolo di una tensione autentica all’emancipazione sociale. E aggiungiamoci, per un territorio che si prepara alla candidatura di capitale culturale europea 2019 ma che, ahinoi, per troppi anni è stato abbandonato nelle mani di istituzioni nella cui missione è stato facile scorgere uno sviluppismo di tendenza neoliberale oltre che una certa sordità dinnanzi a discorsi elaborati dal basso di diversa impostazione.

Oggi con SoundMakers si apre una scena culturale nuova del e per il sociale e in cui nel sociale si sedimenta e si accumula cultura. Secondo gli ideatori, il Festival «è un luogo di espressione e d’ispirazione per tutti, senza alcun discrimine per i soggetti che la società, le discriminazioni e i pregiudizi rendono disabili». Se l’arte è dunque cultura, la cultura è anche pedagogia e la pedagogia non può che essere crescita sociale. Nel capovolgimento dei vecchi schemi si prefigura anche un ragionamento politico nuovo sulla vecchia e sempre attuale domanda “a che cosa serve la cultura”. Nello schema di SoundMakers la risposta che se ne deduce non è mai nell’autoreferenzialità ma la si può trovare nella caratterizzazione di un’idea finalizzata «nella costruzione e nel mantenimento del tessuto sociale» senza avere la pretesa di saper dare risposte ma nell’umiltà del rivendicare il diritto a poter «narrare».

SoundMakers per il Salento è un’altra politica del pensiero culturale. Per troppo tempo il discorso Salento è rimasto intrappolato nel modello di un’economia della cultura progettata nel principio della cultura dell’economia. Cultura ed economia sono due sfere diverse e lontane ma possono trovare contatto solo passando prima attraverso un’idea di emancipazione sociale e politica. E SoundMakers dimostra di seguire questa strada nella scelta dei temi su cui si innesta ogni edizione. Quest’anno mostra il suo carattere di avanguardia sviluppando il suo contenuto intorno al tema dei Beni Comuni, uno sforzo straordinariamente importante di stare dentro un dibattito molto acceso a livello nazionale e sviluppato a livello internazionale sul concetto dei Commons.

In questa chiave di lettura, senza entrare nel discorso su scelte e qualità artistiche del festival, auspichiamo lunga vita a SoundMakers. Da domani, nel Salento, arriva un’altra boccata d’aria fresca, non solo per il territorio, ma soprattutto per l’intelligenza di un pensiero libero e senza recinti. Bene comune, appunto.

Massimiliano Guerrieri

 Leggi qui il programma completo: www.soundmakersfestival.it/

 

 



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